Make your own free website on Tripod.com
« May 2012 »
S M T W T F S
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31
You are not logged in. Log in
Entries by Topic
All topics  «
All'Ostescuro
Monday, 13 December 2004
Domani: il tuo passato
Arriva un giorno (ed ? sempre quando meno te lo aspetti) che dalla porta (qualsiasi porta) sbuca dritto dritto nella tua vita... il tuo passato. Sotto varie forme: le pi? imprevedibili ed assurde. Ma arriva.
E cos? ? stato. Si stava gongolando su e gi? per il bancone, lo straccio sempre pronto ad asciugare una goccia di birra o uno spruzzo di acqua, quando la porta d'ingresso si apre. E per una frazione di un attimo pare che il mondo si fermi d'incanto.
(Qui, per?, per rendere l'idea ci vorrebbe una di quelle musichette alla "spaghetti-western": sibilo lontano e chitarra-ottoni che fanno da controcanto)
Con un passo timido e ondulante entra e poi viene verso il banco un ometto piccolo piccolo: occhiali grandi e spessi ed un sorriso ebete stampato sul viso. E' Marchino: il garzone del panettiere di fronte. Da tutti soprannominato "Connors" per la sua passione per il tennis (per la sua bassezza tutti scherzano dicendo che ? figlio di una "schiacciatina"...).
Mi guarda, sorride e chiede: "Una Koka! Grassiiiee..".
Apro la bottiglietta e verso il liquame busciante nel bicchiere. Lui, rapito dall'effervescenza della bevanda spalanca la bocca restando in apnea. Avvicina la faccia al bicchiere che ormai schiuma dolcezza e Connors senza mollare lo sguardo dalle bollicine nel liquame scuro si lascia scappare un sibilo: "Oh, Oste: ti manda a salutare la Marsiella". (Oh, che tra le C e le Z il Connors mica ? del tutto a posto).
Il polso mio si blocca. La "Koka" ormai buscia al limite del bordo del bicchiere. Connors si risveglia dal suo stato catalettico e di scatto dice a gran voce: "Grassiiiee". E fa tintinnare il due euro sul banco. Afferra il bicchiere e se ne va verso il flipper.
C'? da premettere una cosa: la Marcella (che mi "manda a salutare") ? una mia vecchia conoscenza. Sono anni che non la vedo e non la sento. Ad un tratto ? sparita. Ed ad un tratto riappare.
Riemergo dallo stato catalettico: questa volta io.
"E dov'? che l'avresti vista?"
"Al lavoro" mi risponde Connors distrattamente.
"Dove, di grazia?"
"Sorbole se ti ho gi? ringrassiiiato: t'ho lasiato l? anche il soldiiinoo..."
"Dove l'avresti vista: dove lavora adesso?"
"Ma s?, nell'agensia del lavoro interinale... Quella che hanno appena aperto in fondo al paese".
La Marcella che torna in paese. Archiviamo anche questa...

Posted by L'OsteScuro at 12:00 AM CET
Friday, 10 December 2004
"Ma te t'ho visto dove?..In Tv?..."
Mood:  incredulous
Non c'? niente di pi? imbarazzante di chi ti crede famoso. E glielo spieghi. E glielo dici. "Ehi, amico: ti stai sbagliando. Non sono io. Guarda che mi confondi con qualcun altro". Niente. Non c'? nulla da fare. "Ma no che non mi hai gi? visto... Che motivo avrei di raccontarti che io non sono io... Ah,.... per modestia... Ma v?: che non faccio il modesto..." Fino a che non gli dai ragione lui - l'altro - non ? contento. E alla fine ci rinunci. "Ebbene s?: mi hai scoperto. S?, s?. Ecco, proprio quello. S?... In quella trasmissione l?..... S?, quella dell'altra sera.... Chi? La bionda... No... no la "ciucciona" bionda non stava con me. Era .... No... Sono sicuro.... No era con l'altro.... S?, l'altro.... No... No io ero l? con la stangona mora.... s?...s?....quel...... S?.... Ecco.... Certo.... Ecco, proprio quella l?.... S?, quella con due poppe da paura... S?, quella che fa l'attrice.... Giusto". Poi, contento, ti saluta. Ti chiede scusa se ti ha importunato: no, non lo fa d'abitudine. Solo che lui ha la memoria fotografica... No... No... le facce lui se le ricorda. Eh, l'aveva capito subito appena entrato che tu - inteso io - eri "uno famoso". Anzi, adesso corre a casa a dirlo alla moglie. "Cosa?" gli chiedo. "Ma s?, che sono venuto nel locale di quello famoso... quello che era in Tv l'altra sera...." E magari - dice ancora lui - magari domani ci torno con lei: mia moglie. Sono sicuro che ti vorrebbe conoscere..." Conoscermi?? Boh: beata lei.... E' cos?: non c'? nulla da fare. La giornata rischia di correre via insipida e ... zac... t'arriva la sorpresa dello "stralunato": e la giornata cambia. Dovevi vederlo Annibale che sghignazzare che faceva nascosto dietro la porta della cucina. Era l? che si godeva la scenetta e rideva piegato in due. Poi, quando s'? messo il "Rassegnato" (lo chiamiamo cos? in paese perch? ha quell'aria contrita di uno che la mattina sa gi? che la sera dovr? andare a letto a dormire...) a far da spalla allo "stralunato" entrato per caso nel locale, abbiamo raggiunto l'apoteosi. Una mezzora di fuochi d'artificio degna della festa di San Gennaro. Poi lo "stralunato", come ? arrivato, si ? eclissato. E tutto ? tornato normale. Liscio come l'olio.

Posted by L'OsteScuro at 12:01 AM CET
Thursday, 9 December 2004
L'"OsteScuro" alza la serranda.


L'"OsteScuro" alza la serranda. Eh s?: dopo qualche perplessit? diamo il via a questa avventura. Il locale ? nuovo nuovo, ma nel suo spirito (e nell'arredamento) rispecchia appieno la storia e la tradizione centoquarantenne che caratterizzava la taverna - e soprattutto il paese - in cui si trova. Qui si respira ancora l'aria del tempo che fu: le sue abitudini, le sue stranezze, le sue assurdit?. Ma con una peculiarit?: tutto ai giorni nostri. S?, perch? i personaggi, che lo animano altro che frutto della fantasia e della storia. Sono l? da vedere. Vivi e vegeti. Vabb?. Partiamo dal principio. L'"OsteScuro" ? uno di quei locali che si trovano in un qualsiasi paesucolo di provincia. Il campo da bocce fuori, Tv in bianco e nero che gracchia in un angolo, il tavolo da biliardo nella stanzetta, tavoli in formica, sedie impagliate (quelle esterne, d'estate, sono con le corde in plastica gialle o rosse, ma tutte ancora in buono stato) e l'immancabile bancone in legno. Il mio regno. Il regno dell'Oste Scuro (che, ovviamente, sarei io). Nel locale a lavorarci siamo in quattro. Annibale: "Pozzo `e scienza". Soprannome non fu pi? azzeccato, a fronte del vanto di cultura che non manca di sfoggiare ad ogni occasione. Gran lavoratore, ha il pregio (o il difetto a seconda di come lo si guarda) di eseguire alla lettera l'ordine impartito. Quando parte nessuno lo frena: e riuscire a sterzarlo diventa un'impresa. Santino. Non fosse che a consumazione finita non c'? bicchiere che riesca a tornare al bancone con una goccia d'alcol dentro, con lui ci si potrebbe anche divertire. Sagace all'inverosimile e dalla battuta pronta, ha il vizio di guardare alle donne. Buttalo via tu quel vizio... Carola: la giovine del gruppo. Aggregatasi per ultima alla ciurma, nel frattempo ha messo su famiglia. Premurosissima (mammina) ha l'accortezza di girovagare per il locale - vassoio vuoto in mano - come se stesse, da sola, servendo tutta l'Oktoberfest. Oste Scuro: il sottoscritto. Scorbutico burlone, cerco di divertirmi lavorando. Non ce la faccio e va a finire che m'arrabbio. Che ci si vuol fare? Nulla. Se non passare lo straccio sul banco e ricominciare ogni volta da capo.

Posted by L'OsteScuro at 12:01 AM CET
Updated: Saturday, 11 December 2004 12:43 AM CET

Newer | Latest | Older